Descrizione della collezione
Nata in ambito privato da una passione personale per l’arte, la Collezione Centanini viene donata dal suo fondatore, Pietro Centanini, alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, segnando il passaggio da raccolta domestica a patrimonio destinato alla fruizione pubblica.
Nell’immaginario del collezionista, infatti, l’opera d’arte si configura come luogo simbolico di incontro e di mediazione tra individui e culture diverse, contribuendo alla trasmissione e alla rielaborazione di una memoria storica collettiva.
Formatosi all’interno di una famiglia veneta di lunga tradizione, Pietro Centanini sviluppa fin da giovane un’acuta sensibilità estetica, affiancata da un progressivo senso di responsabilità civica e di attenzione al patrimonio artistico, che orientano in modo coerente la sua attività di raccolta e tutela.
La collezione riflette tale impostazione: al nucleo originario di dipinti provenienti dalla famiglia familiare, sviluppatosi tra Venezia, Stanghella e Monselice, si affianca una sua selezione consapevole di opere incentrata prevalentemente sulla pittura italiana dell’Ottocento, con particolare attenzione agli ambiti veneto e napoletano, quest’ultimo in relazione alle origini partenopee della moglie Enrica.
L’apparente libertà degli accostamenti – che unisce dipinti lontani per stile e temperamento – si ricompone in un’armonia profonda, specchio delle molteplici sfaccettature interiori del collezionista. Dai naturalisti della Scuola di Posillipo ai Macchiaioli, dagli Italiens de Paris fino alle aperture verso la produzione novecentesca italiana e internazionale, la raccolta si articola come un percorso pluralistico ma coerente, guidato da criteri storico-culturali piuttosto che da una logica meramente enciclopedica.
L’eterogeneità delle opere si traduce così in un equilibrio complessivo che restituisce una visione unitaria del patrimonio, inteso non solo per il suo alto valore estetico ma anche come veicolo di formazione culturale e continuità storica.

