Descrizione della collezione
Il Fondo Alfredo Bortoluzzi nasce nel 2010 per iniziativa della Fondazione Banca del Monte di Foggia, con lo scopo, conseguente a quello della messa in sicurezza del patrimonio, di promuovere gli studi sulla figura e sulle opere dell’artista tedesco di genitori italiani, che fu allievo di Klee e Kandinskij al Bauhaus di Dessau e che tra il 1957 ed il 1958 maturò la decisione di stabilire la propria residenza a Peschici, sul Gargano. Il Fondo copre un arco artistico – documentario che va dal 1924 al 1995 e comprende diverse centinaia opere su carta, disegni, incisioni, acquerelli, tempere, formelle a sbalzo su rame, fotografie, lettere e documenti di varia natura. Le sei mostre allestite tra il dicembre 2010 ed il gennaio 2016 ed i “Quaderni” che le hanno accompagnate testimoniano che anche l’obiettivo di una prima segnalazione e valorizzazione presso gli studiosi e presso il pubblico dei conoscitori, degli amatori d’arte e dei curiosi, è stato raggiunto. Un dato al quale si accompagna un patrimonio di testimonianze, di collaborazioni, di ricerche e studi che è venuto ad arricchire quell’insieme di conoscenze, di opere e di materiali che la Fondazione oggi mette a disposizione.
Alfredo Bortoluzzi (Karlsrhue, Germania, 1905 – Peschici, Foggia, 1995), pittore, ballerino e coreografo, nasce in Germania da genitori italiani. Frequenta dapprima l’Accademia di Karlsrhue e quindi, dal 1927 al 1930, il Bauhaus, a Dessau, dove ha come maestri Wassilii Kandinskij, Joseph Albers, Oskar Schlemmer e soprattutto Paul Klee, di cui diviene molto amico e che influenza particolarmente la sua concezione della pittura come “gioco con le cose ultime”. Tiene la sua prima mostra a Berlino, nel 1930. Nel 1933 partecipa alla Mostra degli artisti del Bauhaus a Düsseldorf, ma la collettiva viene vietata e sequestrata dai nazisti. Esule a Parigi, si dedica prevalentemente al balletto classico, occupandosi anche delle coreografie e delle scenografie. Apprezzato per questa sua attività dapprima in Francia e, nel dopoguerra, anche nei maggiori teatri della Germania di Bonn, Bortoluzzi ritorna comunque alla pittura. E’ protagonista tra l’altro della rassegna 50 Jahre Bauhaus itinerante per il mondo. Nel 1946 espone ad Heidelberg alla Mostra degli artisti proibiti dai nazisti (con Klee, Kandinskij ed altri). Nel 1958, a seguito di un incidente, lascia la vita teatrale e, benché come pittore abbia già un mercato internazionale al più alto livello, con la consacrazione dei maggiori critici europei, sceglie di vivere sulla Montagna del Sole, il Gargano, a Peschici, trovando nello scenario del promontorio non solo una fonte inesauribile di ispirazione ma soprattutto “un approdo determinante ai fini della elaborazione del suo linguaggio maturo”.

