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Descrizione della collezione

La raccolta di manifesti e bozzetti realizzati dallo Stabilimento Litografico E. Passero di G. Chiesa – divenuto poi Arti Grafiche Giuseppe Chiesa di Udine – è composta da trecentoquaranta esemplari, tra cui oltre settanta bozzetti, realizzati nell’arco temporale che va dal 1886 alla fine degli anni sessanta del secolo scorso. La novità e l’interesse di questo materiale sono la specificità del punto di vista dato dalla ricostruzione dell’epoca attuata attraverso le immagini pubblicitarie realizzate da un unico stabilimento tipografico, che dal fondatore Enrico Passero transita a Giuseppe Chiesa e da questi a Carlo e Giuseppina, suoi eredi e successori.

Una storia aziendale e territoriale ricostruita attraverso le immagini dei prodotti e delle manifestazioni reclamizzate che riflette le scelte comunicative dell’impresa rispetto alle richieste della committenza: due aspetti inscindibili per mettere in evidenza il lavoro di artisti e di abilissimi tipografi impegnati nella realizzazione di effimeri cartelloni in cui si condensa quell’incontro fra realtà e immaginazione capace di promuovere le iniziative nella specificità di un territorio.

L’intero corpus di manifesti e bozzetti, miracolosamente sopravvissuto al rovinoso incendio del 1944, presenta firme importanti come quelle di Antonio Bauzon (Trieste 1879 – 1952) e di Pietro Antonio Sencig o Senci (Trieste 1875 – Udine 1952): i due soli cartellonisti “interni” allo stabilimento le cui fisionomie possono essere facilmente riconosciute.
Il primo, frequentata l’Accademia a Monaco di Baviera, era entrato a far parte dell’ambiente culturale che gravitava attorno alla rivista “Simplicissimus”, l’altro, conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Vienna, aveva diretto a Trieste il Circolo Artistico e svolto attività di pittore e decoratore. Altri manifesti sono firmati da artisti più o meno noti ma la maggior parte si ammanta dell’anonimato, perché gli illustratori dell’epoca consideravano l’attività pubblicitaria artisticamente inferiore e pressoché imbarazzante.

Molti pezzi presentano un legame diretto con Gorizia in quanto opere di autori locali quali Tullio Crali (Igalo, Dalmazia 1910 – Milano 2001), Alfredo Tominz (Trieste 1854 – 1936) e Gino de Finetti (Pisino d’Istria 1877 – Gorizia 1955), l’acquisto da parte della Fondazione costituisce un prezioso tassello per la conoscenza e la documentazione di un ambito artistico a cui il nostro territorio, inteso in un’accezione regionale, ha donato i maggiori protagonisti.

 

 

 

In questa collezione sono presenti 306 opere
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