Descrizione della collezione
Cospicua per il numero di esemplari e per la varietà delle tipologie, il fondo di ceramiche di Fondazione Cariparma trae origine soprattutto dalle tre donazioni, Garbarino, Braibanti, Cozza e di alcuni pezzi ceramici rinvenuti nel sottosuolo parmense. La raccolta abbraccia oltre otto secoli di storia, dalle ceramiche del vicino Oriente risalenti al IX e X secolo, alle maioliche rinascimentali italiane, fino ad arrivare alle porcellane tedesche e francesi del XVIII secolo.
Il nucleo di ceramica persiana e mesopotamica testimonia lo sviluppo di uno stile sintetico e fantasiosamente astratto e i progressi della tecnica, che si arricchì di nuovi apporti e sperimentazioni, tra cui il lustro metallico, che successivamente giungerà in Spagna e poi in Italia.
La collezione è perciò un documento degli intensi rapporti culturali che legano tra loro il mondo artistico islamico, quello dell’estremo Oriente e la produzione ceramica europea, in un’autentica, continua e vicendevole contaminazione di culture geograficamente lontanissime: attraverso la scelta delle materie, le tecniche di produzione e le iconografie decorative, è possibile capire quante e quali influenze queste hanno avuto sulle produzioni delle botteghe italiane del Medioevo e del Rinascimento.
Considerevole è l’insieme di maioliche emiliano-romagnole, soprattutto di area faentina tra cui le preziose berrettino, ma anche copioso è il nucleo delle graffite ferraresi, della produzione a lustro di Deruta, delle famiglie decorative di Montelupo e di Castelli, delle monocrome toscane e viterbesi e di altre eccellenti officine italiane. La collezione, così nella sua interezza, è per noi oggi testimonianza della grande maestria artistica e artigianale dell’uomo, ma rappresenta anche l’intreccio delle radici culturali, delle memorie collettive e delle tradizioni di diversi popoli del mondo.

