Al Museo Diocesano Arborense di Oristano, è stata inaugurata la mostra “Tharros. Time Upon Time”, un progetto espositivo dedicato a una delle aree archeologiche più significative del Mediterraneo antico, con il sostegno della Fondazione di Sardegna.
Organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama, l’esposizione propone un percorso articolato che racconta la lunga storia di Tharros, dalla fase nuragica all’età tardoantica, intrecciando la vita della città antica con la storia della sua riscoperta archeologica. Reperti, materiali d’archivio, immagini d’epoca, video e installazioni multimediali concorrono a restituire un racconto stratificato, capace di coniugare ricerca scientifica e restituzione al pubblico.
La mostra, a cura di Nicoletta Camedda, Luca Cheri, Maria Mureddu, Silvia Oppo, Ilaria Orri e Viviana Pinna, si avvale di un impianto narrativo che mette in relazione trasformazioni urbane, pratiche quotidiane, rituali e relazioni con altri centri del Mediterraneo, insieme al lavoro di generazioni di archeologi, studiosi e istituzioni che, tra XIX e XXI secolo, hanno contribuito alla conoscenza del sito.
Il percorso espositivo si articola in due grandi sezioni collegate fra loro da una linea del tempo che attraversa oltre venti secoli di storia, dal XIV secolo a.C. al VII secolo d.C., e guida il visitatore attraverso le principali fasi cronologiche e i passaggi più significativi della vicenda di Tharros, collegando gli oggetti alle storie che li accompagnano. La linea del tempo funziona come asse portante costruendo una mappa mentale che rimane impressa anche dopo l’uscita dalle sale.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 21 giugno 2026.
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