Oltre 1.400 opere tra disegni, oggetti, fotografie e materiali documentari per raccontare trent’anni di ricerca. Fino al 26 luglio 2026 Palazzo Buontalenti a Pistoia dedica un’ampia mostra a Ettore Sottsass, concentrandosi sul periodo che va dal secondo dopoguerra alla metà degli anni Settanta (1945-1975).
La mostra Io sono un architetto. Ettore Sottsass è promossa e organizzata da Fondazione Pistoia Musei e Fondazione Caript, con Electa e Fondamenta – Fondazione per le arti e la cultura, con la main partnership di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma.
A cura di Enrico Morteo, il percorso segue un andamento prevalentemente cronologico e tematico. Si apre con le ricerche artistiche degli anni immediatamente successivi alla guerra, quando Sottsass utilizza pittura e disegno per mettere in discussione i codici dell’architettura razionalista. Accanto ai fogli di lavoro e agli studi preparatori emergono le prime sperimentazioni tridimensionali e il rapporto diretto con la materia.
Una sezione centrale è dedicata alla ceramica e alla collaborazione con la manifattura Bitossi di Montelupo Fiorentino. In Toscana Sottsass rielabora il linguaggio della ceramica contemporanea, intervenendo su forma e colore e trasformando oggetti d’uso in elementi carichi di valore simbolico. Il dialogo con il territorio toscano prosegue con l’esperienza di Poltronova ad Agliana, dove, dal 1956, assume il ruolo di art director e progetta arredi che segnano una fase di forte innovazione nel design italiano.
Ampio spazio è riservato anche alla collaborazione con Olivetti: a partire dal 1957 infatti Sottsass si occupa del design della divisione elettronica che opera tra Pisa e Massa. Disegni, modelli, fotografie e documenti raccontano il confronto con le prime macchine elettroniche e con un’idea di industria avanzata, in cui progetto, tecnologia e comunicazione concorrono a definire una nuova immagine del lavoro.
Il percorso affronta, inoltre, il cambiamento maturato da Sottsass negli anni Sessanta, tra 1961 e 1962, dopo il viaggio in India e la malattia. Si tratta di una produzione con oggetti e disegni che assumono un significato più intenso e un valore simbolico ed esistenziale, trasformandosi in strumenti di riflessione sull’abitare e sull’essere nel mondo. Prende forma, alle soglie del 1968, una svolta ancora più radicale: il design si fa provocazione e attivazione sensoriale, dichiaratamente in opposizione a potere, guerra e consumismo. Alla ricerca di purezza e di un nuovo ordine cosmico, Sottsass opera con la stessa forza con il disegno su riviste come “Casabella” e quella autoprodotta di “Pianeta Fresco”. La mostra si chiude con il ciclo fotografico delle Metafore, che segna il passaggio a una nuova fase esistenziale e professionale aprendo alla stagione successiva di Memphis.
La mostra nasce a partire da materiali del fondo documentario affidato da Sottsass al Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma. Il percorso espositivo è arricchito da prestiti di istituzioni e collezioni pubbliche e private.
Un articolato programma di eventi aperti al pubblico, realizzato con Fondamenta – Fondazione per le arti e la cultura, approfondisce i temi dell’esposizione. Sono proposti incontri su musica, design, cinema e cultura. Sono, inoltre, previste visite guidate, laboratori per famiglie e attività dedicate a persone con Alzheimer e in LIS. Completa il progetto il volume edito da Electa.
Per saperne di più cliccare qui
