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A Palermo si è aperto un importante progetto culturale che durerà quasi un anno, Isgrò Dante e la Sicilia, promosso da Fondazione Sicilia e Amici dei Musei Siciliani, in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò e la partecipazione di Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese.

La prima tappa ha visto l’inaugurazione della mostra, curata da Marco Bazzini e Bruno Corà, nelle sale di Villa Zito, sede della Pinacoteca della Fondazione Sicilia. Aperta al pubblico fino al 14 marzo 2022, la mostra presenta una ventina di opere a tema dantesco provenienti da collezioni pubbliche e private che, dal 1966 ai lavori più recenti, raccontano sinteticamente il multiforme e profondo rapporto che Emilio Isgrò ha avuto con il “De vulgari eloquentia” di Dante. 

               

Seconda tappa del progetto, il 5 marzo 2022, a Palazzo Branciforte, la presentazione del Seme d’arancia su pietra siciliana, l’opera di Emilio Isgrò di recente acquisita alla collezione di Fondazione Sicilia. 

Il Seme d’arancia, tra le sculture più note di Isgrò, nasce nel 1998 come grande scultura pubblica per la sua città natale, Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia. È una grande metafora della cultura siciliana e della sua possibilità di rinascita, rimanda alle culture del Mediterraneo, solari e avvolgenti, che si sono sviluppate tanto con la parola che con gli scambi, dando vita a valori di convivenza civile e di accoglienza. 

Lo stesso 5 marzo prossimo sarà presentato il catalogo di Isgrò Dante Caravaggio e la Sicilia, pubblicato da Skira Editore, che conterrà una testimonianza dell’artista, le riproduzioni delle opere in mostra a Villa Zito e i testi dei curatori e di importanti studiosi a commento dei diversi aspetti dell’arte di Isgrò trattati. 

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